Non usiamo solo scanner automatici. Ogni test è condotto da un esperto che pensa come un attaccante: concatena vulnerabilità, sfrutta configurazioni errate, bypassa i controlli — e ti mostra esattamente dove sei esposto, con la prova che ci sia entrato.
Il penetration test simula un attacco reale con l'obiettivo di trovare e dimostrare vulnerabilità sfruttabili prima che lo faccia un criminale. Ogni test è preceduto da una fase di scoping per definire cosa testare, come e con quale profilo (esterno, interno, con credenziali).
Simula un attaccante senza accesso interno. Testiamo tutto il perimetro internet: siti web, VPN, RDP esposto, mail server, DNS, servizi cloud pubblici. Si trova ciò che un criminale vede da fuori — e quanto è sfruttabile.
Simula un attaccante già dentro la rete: dipendente malintenzionato, dispositivo compromesso, accesso VPN rubato. Testiamo la segmentazione di rete, la gestione dei privilegi, i movimenti laterali verso i sistemi critici.
Approccio ibrido con credenziali di accesso fornite: simula un account dipendente compromesso. Permette di testare autorizzazioni, escalation dei privilegi e accesso a dati che un utente standard non dovrebbe raggiungere.
Test specifico per ambienti cloud: configurazioni S3 aperte, IAM policies permissive, serverless functions esposte, segreti nei repository, misconfigurazioni nei servizi PaaS. Copriamo i principali provider cloud.
Report in italiano con executive summary, vulnerabilità con gravità CVSS, PoC riproducibili e piano di remediation prioritizzato. Entro 30 giorni verifichiamo che le vulnerabilità critiche siano state corrette.
Un penetration test risponde a questa domanda con prove concrete — non con ipotesi o report automatizzati.