Il 60% delle vulnerabilità sfruttate negli attacchi reali deriva da configurazioni errate, non da software non aggiornato. Chiudiamo i servizi inutili, applichiamo le baseline sicure CIS e rimuoviamo ogni accesso non necessario — prima che un attaccante li trovi.
L'hardening è un'attività one-shot con revisioni periodiche. Parte da un audit delle configurazioni attuali, produce un piano di remediation e si conclude con sistemi configurati secondo le best practice riconosciute a livello internazionale.
Analisi dello stato attuale: servizi attivi, porte aperte, account con privilegi, policy applicate. Confronto con le baseline CIS per identificare ogni scostamento dalla configurazione sicura raccomandata.
Disabilitazione servizi non necessari (SMBv1, Telnet, RDP esposto), chiusura porte rischiose, configurazione Windows Defender avanzata, policy di esecuzione script e AppLocker per ambienti che lo richiedono.
Configurazione sicura dell'ambiente M365: blocco autenticazione legacy, policy email sicure, configurazione tenant-wide, revisione app di terze parti con accesso ai dati aziendali, secure score ottimizzato.
Censimento e rimozione di account inattivi, service account con permessi eccessivi, account condivisi. Applicazione del principio del minimo privilegio su tutti gli account del dominio.
Verifica semestrale che le configurazioni sicure siano rimaste intatte. L'infrastruttura cambia nel tempo — nuovi sistemi, nuove applicazioni — il drift detection garantisce che l'hardening rimanga efficace.
Un audit di hardening ti dice esattamente dove sei esposto — e quanto velocemente puoi chiudere ogni vulnerabilità di configurazione.